In breve
Raccogli il punto di partenza, verifica se il problema riguarda tutti gli utenti e fai ricostruire la catena dei redirect. Poi correggi la regola responsabile e prova anche i percorsi commerciali del sito.
- Annota URL, messaggio e ultima modifica al sito.
- Confronta sessione abituale, finestra privata e un secondo dispositivo.
- Controlla insieme dominio, HTTPS, proxy e CMS.
- Verifica pagine, accesso, moduli e acquisti dopo l’intervento.
Capire se il problema è un ciclo di redirect
Un redirect indica al browser di raggiungere un altro indirizzo. Può essere necessario dopo il trasferimento di una pagina o per portare le richieste alla versione HTTPS. La documentazione MDN sui reindirizzamenti spiega anche i cicli: una destinazione può rimandare a quella di partenza, direttamente o attraverso altri passaggi.
Copia il messaggio completo del browser e l’URL digitato. Non confondere questo errore con una pagina 404 o con l’avviso sul certificato: possono avere origini diverse e richiedere interventi differenti. Annota se il blocco coinvolge homepage, singola pagina, accesso al pannello o carrello.
Se l’errore compare dopo una modifica, indica quale: attivazione di HTTPS, nuovo dominio, servizio CDN, plugin di sicurezza o regola di reindirizzamento. La coincidenza temporale è un indizio utile da verificare, non una prova sufficiente per annullare ogni aggiornamento.
Confrontare browser, cookie e dispositivi
Prova lo stesso indirizzo in una finestra privata e su un secondo dispositivo. Se il sito si apre soltanto in alcune condizioni, il tecnico dovrà considerare anche cookie di sessione, autenticazione e risposte memorizzate. Registra gli esiti prima di cancellare dati del browser.
Quando è opportuno, puoi rimuovere i dati del solo sito interessato, sapendo che potresti perdere la sessione di accesso o un carrello. Evita di svuotare indistintamente tutte le credenziali e i dati del browser. Un esito positivo dopo la pulizia restringe l’indagine, ma non dimostra da solo che la configurazione del server sia corretta.
Per un’area riservata, specifica se il problema appare prima dell’accesso o dopo l’invio delle credenziali. Per un e-commerce, controlla separatamente cliente anonimo e cliente autenticato. Se tutti i dispositivi rimangono bloccati, proseguire cancellando cookie ripetutamente difficilmente chiarirà il guasto.
Ricostruire la catena degli indirizzi
Chiedi a chi gestisce il sito una lettura della sequenza effettiva: URL iniziale, codice di risposta, intestazione di destinazione e passaggio successivo. Gli strumenti di sviluppo del browser o un controllo HTTP permettono di vedere informazioni che nella barra degli indirizzi cambiano troppo rapidamente.
| Passaggi osservati | Configurazione da confrontare |
|---|---|
| HTTP → HTTPS → HTTP | Gestione del protocollo fra server e proxy |
| Con www → senza www → con www | Dominio preferito nei diversi pannelli |
| Pagina A → pagina B → pagina A | Regole di migrazione o plugin redirect |
| Accesso → area cliente → accesso | Sessione e regole di autorizzazione |
Questa mappa serve anche quando nessun indirizzo si ripete subito: una catena molto lunga può comunque interrompersi. L’intervento dovrebbe portare alla destinazione corretta con un percorso semplice, non aumentare il numero di passaggi per aggirare il sintomo.
Allineare HTTPS, hosting e CDN
Un sito può essere servito attraverso più livelli. Il visitatore contatta il servizio che sta davanti al server; quel servizio comunica poi con l’origine. Se ciascun livello interpreta il protocollo in modo diverso, una richiesta già sicura per il visitatore può provocare un nuovo redirect.
Cloudflare documenta casi di conflitto tra modalità SSL e regole dell’origine, inclusi quelli in cui una connessione HTTP verso il server viene continuamente riportata a HTTPS. La correzione dipende dalla modalità attiva e dalla configurazione effettiva del certificato.
Chiedi al fornitore di confrontare certificato dell’origine, modalità del proxy e regole del server. Non risolvere spegnendo HTTPS per i visitatori. Se il problema riguarda anche avvisi di sicurezza, la guida al sito segnalato come non sicuro aiuta a separare i controlli.
Cercare regole duplicate nel dominio e nel CMS
Lo stesso indirizzo può essere normalizzato dal pannello hosting, dal server, dal CMS e da un plugin. Elenca i punti nei quali è stata scelta la versione preferita del sito: con o senza www, sottocartella, lingua, slash finale e protocollo. Poi confronta le decisioni.
Per WordPress, il tecnico dovrebbe verificare indirizzi del sito, configurazione di HTTPS, componenti che gestiscono accessi e redirect, oltre alle regole del server. Se il pannello è irraggiungibile, occorre un accesso tecnico concordato; cambiare valori a tentativi nel database può introdurre altri problemi.
Prima di intervenire, conserva una copia della configurazione interessata. Modifica un elemento identificato dalla diagnosi, prova il percorso e registra l’esito. Se tutto è iniziato con un aggiornamento, consulta anche la guida sull’errore WordPress dopo un aggiornamento per organizzare il ripristino.
Un caso ipotetico dopo l’attivazione del nuovo dominio
Immaginiamo un’attività che preferisca la versione con www. Il pannello hosting porta correttamente ogni richiesta a quell’indirizzo, ma una vecchia regola del CMS continua a rimandare alla versione senza www. Il cliente viene spostato fra le due destinazioni fino al blocco.
Il tecnico ricostruisce i passaggi, conferma con il titolare quale dominio deve essere usato e allinea le impostazioni in conflitto. Controlla quindi una pagina interna e una richiesta proveniente da un vecchio collegamento, non soltanto la homepage.
Il caso mostra perché conviene cercare la coppia di regole incompatibili. Eliminare tutti i redirect avrebbe rimosso anche quelli necessari a chi usa vecchi indirizzi, lasciando un altro problema da risolvere in seguito.
Provare i percorsi utili dopo la correzione
Quando la homepage torna visibile, la verifica non è conclusa. Prova un elenco breve di operazioni rappresentative: apertura di una pagina servizio, invio del modulo, accesso al pannello, accesso cliente e completamento di un acquisto di prova, se pertinente.
- Le varianti del dominio arrivano alla destinazione scelta.
- Le pagine trasferite raggiungono contenuti equivalenti.
- Accesso e uscita non riaprono la stessa sequenza.
- Carrello e pagamento mantengono il percorso atteso.
- Link interni e sitemap usano gli indirizzi correnti.
La documentazione Google sui redirect distingue spostamenti permanenti e temporanei. Il codice va scelto in base al trasferimento reale. Registrare una correzione come definitiva non significa poter garantire tempi immediati di aggiornamento nei risultati.
Preparare una segnalazione che consenta di intervenire
Se il problema ricompare, consegna un resoconto con URL, orario, browser, stato di accesso ed esito su un secondo dispositivo. Aggiungi l’elenco delle modifiche recenti e i passaggi necessari per riprodurre l’errore. Evita di inviare password o dati di clienti nelle schermate.
Chiedi al referente tecnico di indicare dove è stata trovata la regola, quale cambiamento è stato eseguito e quali percorsi sono stati controllati. Questa consegna è utile anche quando intervengono fornitori diversi per hosting e sito.
Infine conserva un elenco essenziale dei redirect necessari. Un nuovo restyling o cambio di dominio sarà più semplice da gestire se le decisioni precedenti sono documentate. La guida agli errori 404 e ai link rotti completa il controllo sulle vecchie destinazioni.
Domande frequenti
Cancellare i cookie risolve sempre ERR_TOO_MANY_REDIRECTS?
No. Può aiutare a diagnosticare un problema legato alla sessione. Un conflitto fra le regole del server, del proxy o del CMS richiede invece una correzione nella configurazione interessata.
È meglio eliminare tutti i reindirizzamenti?
I redirect utili devono continuare a funzionare, ad esempio per pagine trasferite e vecchi indirizzi. Va individuato il conflitto e mantenuto un percorso coerente verso la destinazione scelta.
Perché il sito funziona sul telefono ma non sul computer?
Sessioni, cache, autenticazione o percorsi diversi possono produrre esiti differenti. Confronta esattamente lo stesso URL e annota le condizioni: la differenza è un indizio da usare nella diagnosi, non una spiegazione completa.
Fonti e approfondimenti
Documentazione ufficiale per approfondire le verifiche e le scelte descritte.
