In breve
Una pagina non trovata richiede una decisione sul contenuto e sul percorso del visitatore. Parti dai collegamenti usati dai clienti: correggi quelli sbagliati, recupera le pagine ancora utili e reindirizza soltanto quando esiste una destinazione pertinente.
- Distingui una pagina mancante da un sito completamente irraggiungibile.
- Dai precedenza ai collegamenti che interrompono richieste, prenotazioni e consultazione dei servizi.
- Scegli fra ripristino, correzione del link, redirect e rimozione definitiva in base al contenuto.
- Verifica anche link interni, sitemap e risposta effettiva del server dopo l’intervento.
Una pagina non trovata non significa che tutto il sito sia guasto
Un cliente apre il listino da una vecchia email e trova la scritta «pagina non trovata». Prima di intervenire, copia l’indirizzo completo e annota da dove arriva il collegamento. Apri poi la homepage e una pagina servizio: se funzionano, la verifica può concentrarsi su quel percorso. Se nessuna pagina si apre, segui invece la guida sul sito offline o irraggiungibile.
Il codice 404 comunica che la risorsa richiesta non è stata trovata. La scritta visibile, però, non dimostra quale risposta abbia inviato il server: una pagina può mostrare un messaggio d’errore e restituire un codice di successo. La documentazione di Google sui codici HTTP distingue questi casi. Per una diagnosi utile servono quindi sia ciò che vede la persona sia la risposta tecnica dell’indirizzo.
Controlla anche se il problema riguarda un documento scaricabile, un’immagine o il passaggio a un servizio esterno. Un pulsante «Prenota» può essere visibile e aprire comunque una destinazione non più disponibile.
Raccogliere gli indirizzi insieme alla loro provenienza
Un elenco di URL è più utile quando descrive il percorso interrotto. Per ogni segnalazione registra indirizzo di partenza, destinazione non trovata, data della prova e azione che il cliente voleva compiere. Se alleghi una schermata, escludi dati personali o informazioni riservate.
- Controlla menu, pulsanti di contatto, schede servizio e documenti scaricabili.
- Recupera i link presenti nei profili aziendali, nelle campagne attive e nei QR code ancora distribuiti.
- Affianca alle segnalazioni una scansione tecnica dei collegamenti interni.
- Consulta gli URL segnalati in Search Console, considerando che i report descrivono rilevazioni e possono non riflettere subito una correzione.
La guida a Search Console aiuta a leggere i dati nel loro contesto. Per le pagine importanti confronta anche eventuali visite e richieste precedenti. Uno stesso indirizzo può comparire in più elenchi: riunisci le segnalazioni senza perdere le diverse provenienze.
Decidere che cosa dovrebbe trovare oggi il visitatore
La domanda decisiva è se il contenuto deve ancora esistere e dove. Questa tabella distingue quattro situazioni frequenti; la destinazione va verificata prima di applicare qualsiasi regola automatica.
| Situazione | Intervento da valutare | Prova finale |
|---|---|---|
| Pagina cancellata per errore, ancora necessaria | Ripristinare il contenuto corretto sul suo indirizzo | Pagina e funzioni nuovamente disponibili |
| Link interno scritto male | Correggere il collegamento alla destinazione esistente | Il clic porta direttamente alla pagina prevista |
| Contenuto trasferito definitivamente | Collegare il vecchio URL alla pagina equivalente con un redirect permanente | Destinazione pertinente e raggiungibile |
| Contenuto eliminato senza sostituto equivalente | Mantenere una risposta 404 o 410 e aggiornare i collegamenti controllabili | Messaggio comprensibile e nessun link interno obsoleto |
Come chiarisce la guida Google agli errori 404, non tutti gli URL mancanti richiedono una correzione. Un indirizzo mai esistito, senza collegamenti utili o un pubblico riconoscibile, non ha la stessa priorità del modulo preventivi appena rimosso.
Usare i redirect quando il contenuto ha una nuova destinazione
Un redirect permanente, normalmente 301 o 308, accompagna il vecchio indirizzo verso quello nuovo. La documentazione sui reindirizzamenti distingue trasferimenti permanenti e temporanei. La scelta deve rappresentare ciò che è realmente accaduto al contenuto.
Esempio ipotetico: un’impresa ha riunito due vecchie pagine dedicate alla manutenzione ordinaria nella nuova pagina che descrive lo stesso servizio. Dopo aver controllato che le informazioni necessarie siano presenti, i due vecchi URL possono portare alla nuova pagina. Se invece una promozione è terminata e non esiste un’offerta equivalente, inviare automaticamente tutti alla homepage può lasciare irrisolta la richiesta del visitatore.
Prepara una mappa con vecchio URL, nuova destinazione e motivo della scelta. Aggiorna anche i collegamenti che puoi modificare, così puntano direttamente alla pagina finale. Evita passaggi intermedi inutili, catene e cicli. Quando cambia una parte ampia del sito, questo lavoro rientra nella pianificazione della migrazione SEO.
Dare una via d’uscita a chi raggiunge una pagina rimossa
Una pagina 404 può conservare logo, navigazione essenziale e stile del sito. Deve spiegare che il contenuto non è disponibile e proporre poche azioni sensate: esplorare i servizi, tornare alla pagina iniziale o contattare l’attività. La documentazione MDN sullo stato 404 mostra il ruolo di una pagina d’errore personalizzata.
Il messaggio dovrebbe aiutare anche chi usa il telefono o la tastiera. Evita animazioni che nascondono i collegamenti e moduli troppo impegnativi per una semplice segnalazione. Se il sito dispone già di una ricerca interna utile, puoi offrirla come percorso aggiuntivo.
La personalizzazione grafica deve mantenere il codice 404. Una schermata che sembra un errore ma risponde come una pagina valida può essere interpretata come soft 404. Non occorre inventare un testo generico per ogni indirizzo inesistente soltanto per far sparire una segnalazione.
Organizzare il lavoro secondo l’impatto sull’attività
Il numero totale di errori, da solo, descrive male il lavoro da svolgere. Un collegamento usato per richiedere un sopralluogo può meritare attenzione prima di decine di indirizzi storici senza una funzione attuale.
- Percorsi commerciali: richieste, prenotazioni, contatti e informazioni necessarie alla scelta.
- Contenuti ancora utili: pagine servizio, guide consultate e documenti distribuiti.
- Collegamenti esterni rilevanti: partner, associazioni e pubblicazioni che inviano lettori verso un vecchio URL.
- Indirizzi senza destinazione necessaria: rimozioni corrette o URL mai esistiti, da distinguere dai guasti.
Per ogni gruppo assegna una decisione, un referente e una verifica. Se non è chiaro se conservare il contenuto, usa i criteri della guida su aggiornare, accorpare o archiviare le pagine. Il risultato atteso è un percorso coerente, con contenuti che rappresentano ancora l’offerta.
Verificare il risultato e prevenire nuovi collegamenti interrotti
Dopo l’intervento ripeti il percorso iniziale dal link che aveva generato la segnalazione. Per una pagina ripristinata verifica contenuti, documenti e pulsanti; per un redirect controlla la destinazione finale; per una rimozione conferma il messaggio e lo stato corretto.
- Riesamina i link interni modificati e i menu.
- Allinea la sitemap agli URL canonici che vuoi proporre ai motori, eliminando le destinazioni rimosse o reindirizzate.
- Prova i percorsi principali da computer e smartphone.
- Conserva l’elenco degli interventi e ricontrolla i report dopo le nuove rilevazioni.
Questa verifica va ripetuta quando si cambiano nomi delle pagine, documenti o servizi esterni. Un piccolo registro condiviso evita di scoprire mesi dopo che una brochure rimanda a un listino eliminato. La manutenzione del sito dovrebbe chiarire chi segue queste segnalazioni e con quale perimetro.
Domande frequenti
Ogni errore 404 fa perdere posizioni su Google?
Un 404 è appropriato per una pagina che non esiste e non ha un sostituto. La priorità è capire se manca un contenuto ancora utile o se un collegamento interrompe il percorso dei visitatori. Il conteggio degli errori non equivale a una penalizzazione del sito.
Posso reindirizzare tutte le pagine eliminate alla homepage?
È preferibile valutare ogni destinazione. Un redirect ha senso quando la pagina raggiunta risponde alla richiesta originaria; se non esiste un sostituto pertinente, una risposta 404 o 410 con indicazioni utili rappresenta meglio la rimozione.
Perché Search Console segnala ancora un URL dopo la correzione?
La segnalazione può riferirsi a una rilevazione precedente. Verifica prima la risposta attuale e il percorso, poi controlla data e dettagli del report. Il problema potrebbe anche ricomparire su una variante dell’indirizzo o su un altro collegamento.
Fonti e approfondimenti
Riferimenti ufficiali consultati il 10 settembre 2026.
- Google Search Console: errori 404 — Criteri per distinguere URL da correggere, pagine rimosse e indirizzi senza sostituto.
- Google: codici di stato HTTP e scansione — Risposte HTTP, contenuti non trovati e trattamento da parte dei crawler.
- Google Search Central: reindirizzamenti — Differenza fra reindirizzamenti permanenti e temporanei.
- MDN: stato HTTP 404 — Significato della risposta e pagina d’errore personalizzata.
La copertina è un’immagine illustrativa generata con AI: non documenta un cliente o un progetto reale dell’agenzia.