In breve
Un percorso per collegare i contenuti LinkedIn a una pagina utile, scegliere i campi del modulo e verificare la qualità delle richieste.
- Definire destinatario, esigenza e azione proposta
- Confrontare modulo LinkedIn e pagina del sito
- Preparare contenuti che aiutino una valutazione B2B
- Collegare ogni richiesta a una risposta e a una misurazione
Partire dal problema dell’azienda e dal ruolo di chi legge
Scrivi una frase che identifichi destinatario, esigenza e proposta. “Demo del software per programmare gli interventi delle squadre tecniche” è più utile di “Scopri la nostra innovazione”. Chiarisci anche per quali realtà la soluzione è adatta: dimensione operativa, processi gestiti, area servita o requisiti tecnici, quando sono rilevanti.
Nel B2B chi apre la pagina potrebbe doverla condividere con un responsabile acquisti o con un collega tecnico. Prevedi quindi informazioni comprensibili anche fuori dal contesto del post. Non dare per scontato che tutti conoscano l’azienda. La guida al sito B2B con catalogo tecnico approfondisce come organizzare prodotti e applicazioni; la landing concentra invece l’attenzione su una singola proposta e sul passo successivo.
Scegliere fra Lead Gen Form e pagina di destinazione
I Lead Gen Forms di LinkedIn permettono di raccogliere richieste attraverso moduli interni, con dati professionali precompilati e possibilità di trasferire i contatti verso strumenti compatibili. Una pagina sul sito offre più spazio per spiegare funzionamento, condizioni e casi d’uso. La scelta dipende da quanto la persona deve comprendere prima di inviare.
- Modulo nativo: da valutare per una proposta semplice e già chiara nell’annuncio.
- Landing sul sito: utile quando servono spiegazioni, esempi, requisiti o domande articolate.
- Percorso combinato: possibile se ogni passaggio ha una funzione e non richiede due volte gli stessi dati.
Non giudicare soltanto il numero di compilazioni. Confronta richieste pertinenti e lavoro necessario per gestirle. La scelta fra landing page e sito completo riguarda inoltre il ruolo della pagina nell’intera presenza aziendale.
Mostrare ciò che serve per valutare demo o preventivo
Nella parte iniziale indica a chi ti rivolgi, quale problema affronti e cosa succede premendo il pulsante. Se proponi una demo, spiega formato, argomenti e modalità di accordo. Se chiedi informazioni per un preventivo, chiarisci che la proposta economica dipende dalla valutazione del progetto e non viene necessariamente generata subito.
Prosegui con applicazioni concrete, requisiti e limiti. Usa schermate dimostrative riconoscibili come tali oppure immagini e casi autorizzati che corrispondano all’offerta. Eventuali risultati vanno documentati e contestualizzati. Un elenco di loghi privo di spiegazione non dimostra che quelle aziende abbiano acquistato la soluzione presentata. Mantieni accessibili identità aziendale, contatti e informazioni essenziali, così che la pagina possa essere valutata anche da chi la riceve inoltrata da un collega.
Chiedere soltanto informazioni utilizzabili nel primo contatto
Per ogni campo domanda a chi riceverà la richiesta quale decisione permette di prendere. Azienda, recapito ed esigenza possono bastare per avviare un confronto; numero di sedi, applicazione o sistema già utilizzato possono essere utili per preparare una demo. Richiedere un budget preciso a chi sta ancora raccogliendo informazioni può essere prematuro.
Distingui campi obbligatori e facoltativi, mostra etichette chiare e prova gli errori da telefono e tastiera. La conferma deve riferirsi all’invio effettivo: “Richiesta ricevuta” non equivale ad “Appuntamento confermato”. Spiega come verrà concordato l’incontro. Quando il progetto richiede documentazione tecnica, valuta il modulo preventivo con allegati, evitando di chiedere file riservati senza un percorso adeguato. Finalità della richiesta e comunicazioni promozionali devono restare distinguibili.
Un esempio: dalla proposta di una demo alla preparazione dell’incontro
Immaginiamo, in un esempio ipotetico, un’azienda che offre un gestionale per assistenza tecnica. Il post invita a vedere come assegnare gli interventi ai tecnici. La landing mostra il flusso, indica a quali organizzazioni è rivolto e propone una dimostrazione da concordare. Il modulo chiede azienda, recapito e una descrizione facoltativa del problema attuale.
Dopo l’invio, il commerciale riceve anche il riferimento alla pagina e al contenuto che ha originato la richiesta. Può così preparare la conversazione senza chiedere nuovamente da dove sia nato l’interesse. Se la persona gestisce una singola squadra e la soluzione richiede una struttura più ampia, questa incompatibilità emerge prima dell’incontro. L’esempio illustra un’organizzazione del percorso: non implica tassi di conversione o vendite attesi.
Assegnare le richieste e conservare il contesto
Una landing non termina con il messaggio di conferma. Definisci chi riceve il contatto, chi subentra nelle assenze e come vengono segnalate le richieste non gestite. Se prometti un tempo di risposta, deve essere sostenibile dal team. Prova una richiesta completa dall’annuncio fino allo strumento effettivamente usato dal commerciale.
Nel collegamento fra sito e CRM sono utili origine, offerta richiesta, stato e referente, oltre ai recapiti necessari. Controlla duplicati e importazioni fallite. Un contatto arrivato dal modulo nativo e uno arrivato dal sito devono mantenere un’origine riconoscibile, senza diventare automaticamente due opportunità se appartengono alla stessa persona. Per il confronto successivo, concorda categorie semplici: pertinente, da chiarire, fuori ambito, duplicato e opportunità commerciale.
Valutare richieste utili e verificare la pagina prima della campagna
Apri l’indirizzo esatto dell’annuncio, inclusi i parametri della campagna, e controlla destinazione, velocità percepita, lettura e invio. Verifica che reindirizzamenti e strumenti esterni non interrompano il percorso. Per distinguere post, annunci e varianti puoi usare una convenzione coerente di parametri UTM, senza inserirvi nomi, email o altri dati personali.
Misura separatamente accessi, invii riusciti e richieste giudicate pertinenti. Un clic sul pulsante non dimostra che il modulo sia arrivato. Se confronti due versioni, mantieni comparabili proposta e pubblico e osserva anche gli esiti commerciali. Con pochi contatti, una differenza percentuale può dipendere da singoli casi: raccogli i dubbi emersi nelle conversazioni e correggi prima le informazioni mancanti o le promesse poco chiare.
Domande frequenti
Serve una landing diversa per ogni post LinkedIn?
No. Una stessa pagina può servire contenuti coerenti con la medesima proposta. Una destinazione distinta è utile quando cambiano pubblico, esigenza o azione richiesta.
Il modulo precompilato produce sempre contatti migliori?
No. Facilita la compilazione, ma la pertinenza dipende anche da proposta e destinatari. Va verificata dopo il contatto, con criteri condivisi.
Posso chiedere direttamente una richiesta di preventivo?
Sì, se il lettore dispone delle informazioni necessarie e il modulo raccoglie ciò che serve a valutare il progetto. Spiega quando occorre prima un confronto tecnico.
Fonti e approfondimenti
Riferimenti ufficiali per approfondire i criteri descritti nella guida.
- LinkedIn: Lead Gen Forms (si apre in una nuova scheda): Funzionamento dei moduli precompilati e gestione dei contatti raccolti.
- W3C WAI: moduli accessibili (si apre in una nuova scheda): Etichette, istruzioni, errori e conferme per i moduli web.
