In breve
Raccogli i collegamenti osservati e distingui quelli davvero sbagliati da quelli semplicemente diversi dalle tue preferenze. Correggi destinazioni, titoli e percorsi prima di valutare rimozioni che potrebbero ridurre la visibilità di pagine utili.
- Distingui sitelink organici e collegamenti degli annunci.
- Apri ogni destinazione e verifica il bisogno del cliente.
- Allinea titoli, navigazione e pagine importanti.
- Misura il percorso senza promettere una selezione manuale.
Riconoscere il tipo di risultato da correggere
I sitelink sono collegamenti dello stesso dominio raggruppati sotto un risultato testuale. Google spiega nella documentazione dedicata che vengono generati automaticamente quando ritenuti utili per la ricerca. La loro presenza può quindi variare: una schermata non rappresenta una configurazione fissa del sito.
Controlla prima se stai osservando un risultato organico oppure un annuncio contrassegnato come sponsorizzato. Nel secondo caso il referente deve verificare anche la campagna pubblicitaria. Se invece è sbagliato il nome principale, la descrizione o la piccola icona, segui la guida su titolo e descrizione mostrati da Google.
Annota la ricerca effettuata, il dispositivo, la data e i collegamenti aperti. È utile una schermata completa del risultato, senza dati personali estranei: evita descrizioni generiche come “Google mostra il sito vecchio”.
Preparare un elenco delle destinazioni osservate
Apri ogni collegamento e copia l’indirizzo finale. Il nome visualizzato può essere vecchio mentre la pagina è aggiornata; oppure un’etichetta apparentemente corretta può condurre a contenuti superati. Registra separatamente testo, indirizzo e contenuto effettivo, indicando eventuali reindirizzamenti.
| Risultato osservato | Domanda utile | Priorità |
|---|---|---|
| Vecchia offerta | È ancora acquistabile o richiesta? | Chiarire condizioni e disponibilità |
| Pagina Contatti | Recapiti e sede sono aggiornati? | Provare il contatto |
| Sezione dal titolo generico | Il visitatore capisce cosa troverà? | Rivedere titolo e collegamenti |
| Indirizzo non più valido | Esiste una destinazione equivalente? | Correggere il percorso |
Fai verificare l’elenco a chi riceve richieste e telefonate. Una pagina che il titolare considera secondaria potrebbe essere molto utile per trovare orari, documenti o assistenza. Definisci il problema in termini di informazioni e operazioni del cliente.
Rendere riconoscibili titoli e intestazioni
Controlla il titolo HTML della pagina, l’intestazione visibile e i nomi utilizzati nei collegamenti. Devono permettere di riconoscere lo stesso argomento. Una sezione chiamata “Soluzioni” nel menu, “Prodotti” nel titolo e “Offerte” nella pagina crea ambiguità anche per una persona che visita il sito direttamente.
Google documenta diverse fonti per costruire i titoli dei risultati. La revisione dovrebbe rendere le informazioni coerenti, con nomi pertinenti e distinti tra le pagine. Evita di aggiungere ovunque lo stesso lungo elenco di servizi soltanto per influenzare il risultato.
Prima di pubblicare, chiedi a una persona esterna di associare ogni titolo al contenuto che si aspetta. Se due etichette sembrano identiche ma conducono a servizi differenti, riscrivi i nomi. Conserva un registro delle modifiche per poter verificare quali URL sono stati aggiornati.
Collegare le pagine importanti nei punti utili
Disegna il percorso dalla homepage ai servizi, ai contatti e alle informazioni pratiche. Una pagina fondamentale dovrebbe essere raggiungibile nei passaggi pertinenti. Controlla menu, footer, schede e collegamenti nel testo, cercando destinazioni vecchie o nomi che non descrivono più l’offerta.
Le indicazioni Google sui link scansionabili aiutano a verificare che i collegamenti siano leggibili dal motore e abbiano testi comprensibili. Non basta trasformare tutto in pulsanti visivi: chi sviluppa deve controllare anche la destinazione effettiva nel codice.
La guida ai link interni del sito approfondisce questa organizzazione. In questo intervento concentrati sui percorsi legati ai risultati segnalati, evitando di aggiungere collegamenti ripetitivi in ogni pagina. L’obiettivo verificabile è una navigazione coerente per il cliente.
Decidere che cosa fare delle pagine obsolete
Una pagina può essere aggiornata, sostituita o chiusa: la scelta dipende da ciò che l’attività offre oggi. Se esiste una nuova destinazione equivalente, valuta un reindirizzamento permanente con chi gestisce il sito. Le indicazioni ufficiali sui redirect distinguono trasferimenti definitivi e temporanei.
Evita di mandare automaticamente tutte le vecchie pagine alla homepage. Un cliente che cerca istruzioni su un prodotto dovrebbe raggiungere informazioni pertinenti, non ricominciare da zero. Dopo l’intervento aggiorna anche i collegamenti interni, così il sito accompagna direttamente alla destinazione corretta.
Per eventi conclusi o offerte scadute, una spiegazione aggiornata può essere utile a chi conserva il vecchio indirizzo. Concorda con il responsabile commerciale quali contenuti restano necessari e quali non hanno più ragione di essere pubblici, prima di intervenire sui singoli URL.
Valutare con attenzione l’esclusione dai risultati
Escludere una pagina dall’indice riguarda la sua presenza nella ricerca, non soltanto il collegamento sotto il nome dell’azienda. Se la pagina deve continuare a essere trovata, cancellarla o aggiungere noindex solo per modificare i sitelink può danneggiare un percorso utile.
La documentazione su noindex chiarisce che Google deve poter leggere la direttiva. Un blocco incoerente in robots.txt può impedirne l’elaborazione. Per materiali riservati serve invece controllare l’accesso: togliere un risultato non rende privato un documento ancora raggiungibile.
Prima di approvare una rimozione, annota lo scopo della pagina, gli altri ingressi utilizzati dai clienti e l’eventuale alternativa. Chiedi al tecnico di distinguere l’effetto immediato sul sito da quello successivo nei risultati. La decisione deve riguardare il contenuto nel suo insieme.
Un esempio: la vecchia promozione dello showroom
Immaginiamo uno showroom il cui nome porta a un risultato con il collegamento “Offerte primavera”. La promozione è conclusa, ma la pagina contiene ancora condizioni valide soltanto per quel periodo. Il problema commerciale è concreto: chi arriva può aspettarsi un prezzo che il negozio non applica più.
Il referente decide prima come gestire l’offerta scaduta. Aggiorna le informazioni per chi apre il vecchio indirizzo e collega le promozioni disponibili, se pertinenti. Controlla poi che il menu e le schede del sito non presentino la vecchia campagna come attuale. Il risultato da verificare è la chiarezza del percorso, anche se Google continua temporaneamente a mostrare l’etichetta precedente.
Verificare il sito e osservare le nuove elaborazioni
Dopo la pubblicazione apri gli indirizzi modificati e prova collegamenti, contatti e destinazioni finali. Con Search Console puoi controllare le singole pagine e, quando opportuno, seguire la procedura per richiedere una nuova scansione. La richiesta non garantisce tempi o un particolare aspetto del risultato.
- Le pagine mostrano condizioni e recapiti attuali.
- Titoli e collegamenti descrivono destinazioni coerenti.
- I vecchi indirizzi hanno un comportamento concordato.
- Le pagine utili non sono state escluse per errore.
- Data e responsabile delle modifiche sono registrati.
Confronta osservazioni su ricerche e dispositivi riconoscibili, senza cambiare continuamente i testi. Se il problema riguarda anche la struttura dei servizi o molte destinazioni, valuta un audit SEO prima di moltiplicare correzioni isolate.
Fonti e approfondimenti
Documentazione ufficiale per i controlli descritti. Le procedure vanno applicate alla versione e alla configurazione effettive del sito.
- Google Search Central: funzionamento dei sitelink (si apre in una nuova scheda)
- Google Search Central: titoli nei risultati (si apre in una nuova scheda)
- Google Search Central: collegamenti scansionabili (si apre in una nuova scheda)
- Google Search Central: reindirizzamenti (si apre in una nuova scheda)
- Google Search Central: esclusione con noindex (si apre in una nuova scheda)
- Google Search Central: richiesta di nuova scansione (si apre in una nuova scheda)
