Moduli, CAPTCHA e invio delle richieste

Il CAPTCHA non funziona e il modulo non parte: cause e controlli

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Primo piano di una persona che compila un modulo di contatto sullo smartphone prima dell’invio.

Il cliente compila tutti i campi, ma la verifica antispam non compare, continua a scadere oppure restituisce un errore. La richiesta non arriva alla fase successiva.

Prima di cambiare servizio, individua dove si interrompe il percorso: caricamento del controllo, generazione della verifica, invio al server o valutazione della risposta. Ogni passaggio lascia indizi diversi.

In breve

Conserva il messaggio del modulo e ripeti una prova controllata. Controlla configurazione del servizio, caricamento degli script e risposta del server, mantenendo una strada di contatto utilizzabile quando la verifica non riesce.

  • Distingui blocco del CAPTCHA e mancata consegna dell’email.
  • Confronta invio immediato e compilazione più lunga.
  • Verifica chiavi, dominio, scadenza e risposta del servizio.
  • Prova l’intero percorso anche da smartphone.
Passaggio 01

Capire in quale punto si ferma il modulo

Descrivi ciò che accade prima e dopo il pulsante di invio. Il riquadro non appare? Compare un errore sulla chiave? La verifica sembra conclusa ma il modulo torna al punto iniziale? Oppure viene mostrata una conferma e non arriva l’email? Quest’ultimo caso può richiedere la diagnosi della consegna dei messaggi, senza attribuire subito il problema al CAPTCHA.

Usa una richiesta di prova riconoscibile, senza dati sensibili e concordata con chi riceve i contatti. Annota pagina, orario, browser e testo esatto dell’errore. Prima di ricaricare conserva ciò che hai scritto: un buon modulo dovrebbe mantenere i campi quando una verifica va ripetuta.

Questa guida riguarda il guasto tecnico che impedisce l’invio. Per ridurre messaggi indesiderati quando il modulo funziona, il percorso pertinente è quello sullo spam nel modulo contatti.

Passaggio 02

Verificare servizio, versione, chiavi e dominio

Identifica quale servizio protegge il modulo e quale integrazione lo richiama: plugin, componente del CMS o codice dedicato. Una coppia di chiavi incollata nella schermata sbagliata può essere presente ma non adatta alla versione richiesta. Dopo un cambio di dominio o una copia del sito, controlla quale configurazione è stata trasferita.

Le regole ufficiali reCAPTCHA sui domini spiegano come le chiavi siano associate agli indirizzi autorizzati. Fai verificare il dominio effettivo dell’invio, compresi gli ambienti di prova pertinenti. Rimuovere indiscriminatamente il controllo del dominio non è una correzione.

Le chiavi segrete vanno conservate nella configurazione riservata e non nel codice pubblico della pagina. Chiedi inoltre al referente di controllare la disponibilità del servizio e gli eventuali messaggi nel suo pannello. Il testo mostrato all’utente, da solo, potrebbe non contenere il dettaglio dell’errore.

Passaggio 03

Controllare il caricamento del controllo nel browser

Prova un browser aggiornato con una sessione pulita, poi confrontalo con quello che presenta il problema. Un’estensione, un filtro di rete o un errore JavaScript può impedire il caricamento. Se la differenza è ripetibile, segnala la configurazione: non chiedere a tutti i clienti di disattivare le protezioni del dispositivo.

Il tecnico può controllare richieste bloccate ed errori della console. Se il guasto è iniziato dopo un sistema di ottimizzazione, va verificato l’ordine con cui vengono caricati gli script. Anche un modulo dentro una finestra che si apre dopo il caricamento della pagina deve inizializzare correttamente la verifica.

Le FAQ tecniche di reCAPTCHA trattano, fra gli altri casi, chiavi non valide e compatibilità con le regole CSP del sito. Se il caricamento dipende dalle scelte nel pannello dei consensi, documenta il comportamento effettivo e fai correggere l’integrazione senza rendere obbligatorio un consenso estraneo alla richiesta.

Passaggio 04

Distinguere verifica scaduta e token riutilizzato

La verifica produce un token, cioè un valore che il server usa per controllare l’esito. Non è valido per sempre. Nella verifica reCAPTCHA tramite siteverify dura due minuti ed è utilizzabile una sola volta. Un errore di scadenza o duplicazione può quindi emergere dopo una compilazione lunga o un secondo tentativo gestito male.

Confronta una compilazione breve con una in cui ti fermi per scrivere il messaggio. Se fallisce solo la seconda, chiedi di verificare quando viene generato il token e come si rinnova. Non abbreviare artificialmente i tempi concessi al cliente: deve poter descrivere con calma il problema o il preventivo.

I tempi dipendono dal servizio. La documentazione Turnstile sulla verifica lato server indica cinque minuti e un solo utilizzo. Il modulo deve gestire rinnovo e nuovo invio secondo l’integrazione effettiva, senza riutilizzare una risposta già consumata.

Passaggio 05

Controllare la risposta sul server e le decisioni del modulo

La presenza del riquadro o di un segno di spunta non conclude il lavoro. Il server deve ricevere il token, verificarlo con il servizio e decidere come procedere. Chiedi di distinguere token mancante, risposta scaduta, chiave non valida e impossibilità di contattare il servizio: mostrare lo stesso errore generico per tutto rende difficile l’assistenza.

Con reCAPTCHA v3 il risultato include un punteggio: la soglia scelta e il controllo dell’azione attesa fanno parte dell’integrazione. Un punteggio basso non equivale automaticamente a un guasto tecnico, e una soglia presa da un altro sito non dimostra di essere adeguata al proprio traffico.

Per la diagnosi registra esiti e orari, evitando di riversare nei log il contenuto completo delle richieste o segreti di configurazione. Non risolvere facendo accettare qualsiasi risposta: si perderebbe la funzione del controllo proprio nel punto in cui dovrebbe proteggere l’invio.

Passaggio 06

Un esempio ipotetico: il preventivo lungo fallisce sempre

Una piccola attività riceve telefonate da persone che non riescono a inviare richieste dettagliate. Il proprietario prova il modulo scrivendo soltanto “test” e tutto funziona. Ripete quindi la compilazione aggiungendo una pausa simile a quella di un cliente che consulta misure e documenti.

In questo scenario il tecnico osserva un token reCAPTCHA creato troppo presto e già scaduto al momento dell’invio. Corregge il momento della generazione e il rinnovo dopo un errore, secondo la versione utilizzata. Prova anche due invii successivi e verifica che il modulo non cancelli il messaggio da correggere.

È un esempio ipotetico, non una diagnosi valida per ogni modulo lento. La lezione pratica è riprodurre il comportamento del cliente, comprese pause e tentativi successivi, anziché limitarsi al percorso più rapido possibile.

Passaggio 07

Collaudare il recupero e mantenere un contatto alternativo

Il messaggio di errore deve spiegare cosa fare dopo: ripetere la verifica, attendere il caricamento o usare un contatto alternativo. Mostra un recapito realmente presidiato vicino al modulo quando l’invio non può essere completato. Valuta anche tastiera, lettura del messaggio di errore e posizione del focus, soprattutto da telefono.

  • Il controllo si carica nelle pagine che lo utilizzano.
  • Un invio valido viene registrato e raggiunge il destinatario.
  • Un tentativo scaduto permette di riprovare conservando i campi.
  • La verifica sul server continua a rifiutare le risposte non valide.
  • La conferma distingue richiesta ricevuta e problema tecnico.
  • Il percorso funziona su desktop e smartphone.

Per completare il lavoro considera anche la riduzione degli abbandoni del modulo: aver eliminato l’errore non rende automaticamente chiari campi, allegati e istruzioni.

Passaggio 08

Domande frequenti

Meglio togliere il CAPTCHA?

La scelta della protezione può essere rivista, ma richiede di valutare gli abusi osservati e le alternative. Rimuoverlo per nascondere un errore lascia irrisolta la diagnosi dell’integrazione.

Se funziona al tecnico, il problema è risolto?

Va riprovata anche la condizione iniziale: dispositivo, pagina, durata della compilazione e secondo invio. Una prova rapida non copre necessariamente il percorso che falliva.

Devo installare un altro plugin?

Prima controlla quale componente è responsabile. Aggiungere una seconda integrazione può sovrapporre script e verifiche senza correggere quella già presente.

Fonti e approfondimenti

Documentazione ufficiale per approfondire i criteri descritti nella guida.

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