In breve
La richiesta di riesame arriva dopo le correzioni. Prima serve una traccia verificabile del problema, delle pagine controllate e degli interventi svolti. Un messaggio ben scritto non sostituisce il lavoro sul sito, e la rimozione dell’azione non equivale a una garanzia di ritorno al traffico precedente.
- Accertare che esista una segnalazione nel rapporto Azioni manuali.
- Correggere il problema nella sua estensione reale e documentare gli interventi.
- Chiedere il riesame dopo le verifiche, conservando risposta e attività successive.
Verificare il rapporto e distinguere i problemi
Apri Search Console, seleziona il sito interessato e consulta il report Azioni manuali. Google usa questa segnalazione quando un revisore rileva una violazione delle proprie norme; l’effetto può coinvolgere parte del sito o un ambito più ampio. Il riferimento è il rapporto ufficiale descritto da Google.
Se il report non mostra azioni, evita di impostare il lavoro come una richiesta di riconsiderazione. Il percorso iniziale sarà quello dei controlli sul calo delle visite: indicizzazione, modifiche al sito, domanda e rendimento vanno esaminati separatamente.
Accerta anche chi può accedere alla proprietà e leggere i messaggi. Un avviso inoltrato via email può essere incompleto: recupera il testo nel pannello e condividilo con il referente tecnico, senza distribuire le credenziali dell’account.
Creare una scheda di intervento comprensibile
Consigliamo di aprire un documento di lavoro con quattro elementi: testo della segnalazione, pagine coinvolte, persone responsabili e verifiche ancora da svolgere. Copia la formulazione del problema senza trasformarla subito in una diagnosi più generica.
Gli esempi presenti nell’avviso sono un punto di partenza: esamina anche le pagine che condividono lo stesso modello, la stessa origine dei contenuti o la stessa funzione. Un difetto introdotto da un componente comune richiede una verifica più ampia della singola pagina.
Conserva una fotografia della situazione iniziale, con date, indirizzi e annotazioni. In un lavoro con più fornitori questo evita che ciascuno intervenga su una versione diversa del problema. Se qualcuno propone una soluzione, chiedi su quali evidenze si basa e quali pagine permetteranno di valutarne l’effetto.
Collegare la segnalazione al lavoro da svolgere
Le norme Google sullo spam descrivono comportamenti differenti, come link manipolatori, pagine create per indirizzare artificiosamente le ricerche e produzione di contenuti su larga scala priva di valore. La correzione dipende dal comportamento rilevato.
| Area da esaminare | Domanda di lavoro | Referente da coinvolgere |
|---|---|---|
| Contenuti | Come nascono le pagine e quale utilità offrono? | Responsabile editoriale e attività |
| Link | Quali accordi o campagne hanno generato i collegamenti? | Responsabile SEO e fornitori coinvolti |
| Dati strutturati | Le informazioni tecniche corrispondono a quelle visibili? | Sviluppatore e responsabile dei contenuti |
| Contributi esterni | Chi può pubblicare e con quali controlli? | Amministratore e moderazione |
La tabella serve ad assegnare il lavoro, non a sostituire la descrizione dell’avviso. Se emergono pagine estranee all’attività, esamina anche il percorso per un sito con pagine sconosciute o compromesse.
Affrontare i link quando sono il problema segnalato
Per una segnalazione sui link in entrata, ricostruisci le attività precedenti: acquisti di collegamenti, accordi editoriali, fornitori e reti utilizzate. Un elenco automatico di domini giudicati negativamente da un servizio esterno non dimostra da solo che debbano essere tutti rifiutati.
Google spiega nella documentazione sullo strumento per escludere link che questo intervento non è necessario per la maggior parte dei siti. Nei casi pertinenti, va prima tentata la rimozione dei collegamenti problematici; il rifiuto riguarda quelli che non si riescono a far eliminare.
Prepara un registro con origine del link, motivo della valutazione, contatto effettuato ed esito. Affida le scelte a chi comprende il caso e conserva eventuali elenchi già caricati: un nuovo file sostituisce quello precedente per la proprietà selezionata. Non applicare questa procedura a ogni calo di traffico.
Un esempio ipotetico: correggere un processo editoriale
Immagina un’attività che abbia pubblicato molte pagine territoriali cambiando quasi soltanto il nome della città. Il report segnala un problema di contenuti. Il gruppo di lavoro raccoglie tutte le pagine nate dallo stesso modello e verifica quali abbiano informazioni utili, quali siano sovrapposte e quali non rappresentino un servizio effettivamente offerto.
La decisione viene presa pagina per pagina: mantenere e riscrivere con informazioni sostanziali, accorpare dove esiste una destinazione pertinente oppure rimuovere ciò che non ha una funzione. Non è sufficiente aggiungere un paragrafo generico a tutte le pagine.
Nel documento vengono registrati indirizzo precedente, intervento, motivazione e verifica finale. L’attività introduce poi una revisione prima delle nuove pubblicazioni. Questo è un esempio di metodo, non una diagnosi applicabile automaticamente a ogni sito con pagine locali e neppure un caso cliente. Il provvedimento reale va sempre letto nel suo contesto.
Controllare le modifiche prima di dichiarare il lavoro concluso
Rivedi il sito pubblicato, non soltanto la versione di prova. Apri le pagine modificate da un dispositivo diverso e verifica che testi, collegamenti e componenti siano effettivamente aggiornati. Chiedi a una seconda persona di ripercorrere un campione rappresentativo: è più facile notare un errore quando non si è appena lavorato alla correzione.
Prepara una tabella interna che distingua problemi risolti, punti ancora aperti e verifiche da ripetere. Se una causa comune rimane attiva, come una pubblicazione automatica o una moderazione assente, il lavoro non è stabile.
Le pagine conservate devono poter essere controllate da Google: non nascondere le correzioni dietro accessi o blocchi di scansione. Lo strumento Controllo URL è utile per le verifiche tecniche; la guida a Search Console aiuta a orientarsi fra i rapporti.
Preparare una richiesta breve, precisa e documentata
La richiesta di riconsiderazione serve a far riesaminare il sito dopo aver risolto i problemi notificati. Nel report, procedi con la richiesta solo quando gli interventi sono stati verificati.
Organizza il testo attorno a tre punti: problema compreso, correzioni eseguite e riscontri disponibili. Cita esempi rappresentativi e spiega come hai controllato l’estensione del problema. Google chiede una descrizione precisa delle azioni e dei risultati delle contromisure.
Evita promesse future al posto delle correzioni e non copiare formule che descrivono lavori mai svolti. Se il sito è passato a una nuova gestione, chiarisci la circostanza insieme agli interventi effettivi. Conserva una copia della richiesta, dei riferimenti allegati e della data di invio: serviranno per interpretare la risposta e coordinare il lavoro successivo.
Seguire il riesame e organizzare i controlli successivi
Google indica tempi variabili, anche di giorni o settimane, e invita ad attendere l’esito prima di inviare un’altra richiesta. In questa fase assegna un referente ai messaggi di Search Console, così la risposta non rimane dispersa tra gli account.
- La segnalazione è stata riportata integralmente nel documento di lavoro.
- Le pagine simili sono state controllate oltre agli esempi iniziali.
- Ogni intervento ha un responsabile e una verifica sul sito pubblicato.
- La richiesta descrive solo modifiche realmente completate.
- Una procedura riduce il rischio di ripetere lo stesso problema.
- La risposta viene conservata insieme alla cronologia degli interventi.
Se il riesame non viene accolto, riparti dalle indicazioni ricevute e dai punti ancora irrisolti. Dopo la rimozione dell’azione, controlla progressivamente pagine e ricerche pertinenti: i risultati dipendono anche da contenuti, concorrenza e condizioni del sito, senza un ritorno automatico alle posizioni precedenti.
Fonti e approfondimenti
Documentazione consultata per i passaggi descritti nella guida.
